Abilitati all'estero partecipano con riserva al concorso per diventare docenti

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Abilitati all'estero partecipano con riserva al concorso per diventare docenti

La questione delle abilitazioni all'estero solleva ancora preoccupazioni e polemiche, soprattutto in questo periodo in cui, d'ora in poi, per ottenere l'abilitazione all'insegnamento si dovrà superare un concorso e affrontare un tirocinio.

A sollevare il problema sono i docenti abilitati in Romania, in una lettera pubblicata su OrizzonteScuola.

In queste settimane infatti sono in ansia migliaia di professori italiani abilitati in Ue - in particolare in Romania - che sono in attesa da più di un anno del riconoscimento del titolo abilitante da parte dell’Ufficio VIII del Miur: “Da dicembre 2017 è in atto un braccio di ferro che vede i professori italiani vittime di una impasse istituzionale tra Miur e Ministero romeno di Bucarest che, al termine di un percorso di formazione psicopedagogico effettuato da 3mila prof italiani, ha rilasciato decreti di riconoscimento abilitazione ai docenti precari italiani in base alla propria legislazione nazionale”.

L’Ufficio VIII del Miur – scrivono i docenti italiani – ha però ha bloccato i procedimenti di riconoscimento e annuncia rigetti per l’assenza nei decreti rilasciati dalla Romania di una dicitura che attesti la conformità del certificato alla direttiva comunitaria 2005/36/CE. Per un mero “cavillo formale” e non sostanziale (il Miur non entra infatti nel merito dei percorsi di abilitazione effettuati dai docenti italiani in Romania) migliaia di professori abilitati Ue in attesa di riconoscimento del Miur stanno facendo o hanno fatto le prove orali didattico-metodologiche come previsto dal concorso riservato D.D.G. 85/2018 per i docenti abilitati, ai fini dell’inserimento nelle Graduatorie di merito regionali a scorrimento”.

I docenti abilitati in Romania stanno però partecipando con riserva, secondo quanto previsto dall’art. 3 comma 4 del Bando di concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16/02/2018. Quindi se il tira e molla tra Miur e Ministero di Bucarest non andrà a buon fine il rischio concreto è che almeno 3mila professori italiani precari si vedranno rigettare le abilitazioni e di conseguenza saranno esclusi a concorso ultimato.

In regioni come la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna, i docenti abilitati in Romania hanno elevate possibilità di essere chiamati già a settembre per accedere al terzo anno di Fit, ovvero l’anno di prova, necessario all'immissione in ruolo. Il rischio, appunto, è che ad anno in corso, quindi in autunno, molti docenti saranno di fatto licenziati dopo la stipula del contratto a inizio settembre. Per di più i docenti abilitati in Romania, in caso di rigetto dell'abilitazione da parte dell’Ufficio VIII del Miur e conseguente risoluzione contrattuale, si ritroverebbero cacciati fuori dalle Graduatorie di Istituto in cui ad oggi sono inseriti.

Secondo quanto recita l’articolo 12 comma 3 del succitato Bando di concorso riservato ai docenti abilitati “l’ammissione al percorso annuale di cui al comma 6 dell’art. 11 comporta la cancellazione da tutte le graduatorie di merito regionali, nonché da tutte le graduatorie ad esaurimento e di istituto, per ogni classe di concorso e tipologia di posto”.

I prof italiani abilitati regolarmente e meritatamente in Romania si potrebbero trovare già a settembre di fronte alla chiamata per l’accesso al terzo anno di Fit (ovvero l’anno di prova), nelle regioni prevalentemente del Nord Italia, e in corso d’anno costretti a fronteggiare il pericolo rigetto dell’abilitazione in corso di riconoscimento; per di più si ritroverebbero fuori da tutte le graduatorie di istituto per aver risposto alla chiamata del Fit.

Siamo di fronte a un'altra bomba a orologeria – affermano i docenti abilitati - che rischia di abbattersi sulle vite e le famiglie di 3mila professori italiani che dal 2014 sono stati costretti a guardare ai paesi dell’Ue per abilitarsi, a fronte della chiusura dei Tfa e dei Pas durante il governo guidato da Matteo Renzi. Dopo un anno di formazione psicopedagogica abilitante in Romania e dopo aver imparato la lingua straniera, adesso si trovano in bilico.

Invitiamo il Ministro dell’Istruzione, Bussetti, a intervenire per salvare la scuola italiana da questa nuova tempesta dopo quella delle maestre diplomate magistrali. I docenti italiani abilitati in Romania invocano un intervento che faccia cadere il veto “formale” sulle abilitazioni di 3mila professori che già insegnano in Italia nelle scuole pubbliche”.

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