Convocazioni a scuola: supplenti in aumento, si aspetta il concorso 2019

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Convocazioni a scuola: supplenti in aumento, si aspetta il concorso 2019

I supplenti in Italia per questo anno scolastico sono molti di più che gli ottantamila che aveva annunciato il Ministro all'Istruzione Marco Bussetti. Sembra infatti che siano almeno quindicimila in più, per un totale, secondo i sindacati, di 95.214, di cui 52.979 solo per il sostegno.

Sempre più supplenti in cattedra

Questo venerdì sarà presentato uno studio della Federazione dei lavoratori della conoscenza della Cgil.

Secondo lo studio, desunto in seguito alle nomine per incarichi di ruolo e supplenze annuali, circa 114mila posti non sono stati assegnati, tra docenti e personale ATA.

L'anno scorso le supplenze erano riuscite a fermarsi a circa 82500, un numero molto più basso delle oltre 125.000 del 2016-2017.

Quest'anno invece il trend è ripreso a salire.

I supplenti quest'anno – attenendosi ai dati della Cgil - sono dunque 12.500 in più rispetto all'anno scorso, e 15mila in più rispetto a quelli pronosticati dal Ministro.

Secondo Anief, un altro sindacato scolastico, ci sarebbero invece oltre quarantamila cattedre in più di quelle previste.

La Federazione dei lavoratori della conoscenza (Cgil) scrive: “Questa situazione non garantisce il corretto andamento e governo delle istituzioni scolastiche ed educative, non assicura il diritto allo studio, mortifica le professionalità del personale scolastico condannandolo a una continua situazione di precarietà”. La Flc propone, quindi, un piano straordinario di stabilizzazione composto di una fase transitoria e di una a regime “per gettare le basi per una programmazione delle risorse a lungo termine”.

Le ragioni della supplentite: concorsi fantasma e graduatorie esaurite

Ci sono però dei motivi che spiegano questa situazione preoccupante in cui versa la scuola italiana.

Erano state autorizzate fino a 57mila assunzioni ma sono rimasti vuoti 32mila posti.

In particolare, mancano docenti soprattutto per matematica alle medie, per i cui posti le graduatorie sono state da subito esaurite.

Una metà degli insegnanti infatti si reperiscono tramite concorso, l'altra metà tramite le Gae, le Graduatorie a Esaurimento, che sono però state svuotate con il piano triennale delle assunzioni.

Ora nelle Gae rimangono solo i docenti delle materie più inflazionate, come diritto.

Rimangono quindi tanti potenziali supplenti nelle solite materie, e praticamente nessuno dove i docenti servono, come matematica o i laboratori di informatica.

In questo modo, non si fa altro che reperire supplenti tramite la messa a disposizione, cioè le mad online che vengono inviate alle scuole.

Riguardo ai concorsi, c'è stato un record di bocciature con il concorso del 2016. Con la legge sulla Buona Scuola ci sarebbe dovuto essere un altro concorso, che però è slittato. Con il cambio di governo poi il Ministro Bussetti ha cambiato le carte in tavola, decidendo di cambiare le regole per il nuovo concorso. Se la Legge di Bilancio 2019 sarà approvata così com'è quindi, il tirocinio di tre anni, il Fit, sarà abolito, e verrà sostituito da un solo anno di prova.

Ancora però del bando non c'è traccia e i partecipanti, in possesso di laurea e con 24 CFU in materie socio-psico-pedagogiche, non riusciranno probabilmente a salire in cattedra prima del 2020.

L'unico concorso che è partito finora è quello straordinario per infanzia e primaria, fatto per i diplomati magistrali, o comunque per chi ha già svolto almeno due anni di servizio presso le scuole.

I prof in fuga con il pensionamento anticipato

Con la Quota 100, o controriforma Fornero, potrebbero andare in pensione prima del tempo tra gli 80mila e 100mila insegnanti, quando invece il normale numero di pensionamenti si attesta intorno ai 20-25mila posti.

Attualmente, il ministero delle Finanze non ha ancora autorizzato le 27400 immissioni in ruolo chieste da Bussetti.

Secondo il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, si rischia di ritrovarsi a settembre con almeno 200mila supplenze annuali.


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