Gallo (5 Stelle): "Il tempo pieno eviterà il taglio delle cattedre a Sud"

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Gallo (5 Stelle): "Il tempo pieno eviterà il taglio delle cattedre a Sud"

Tempo pieno al Sud: è questa una delle idee portate avanti dal presidente della commissione Cultura alla Camera, Luigi Gallo, che ha parlato della necessità di organizzare delle iniziative culturali nei territori più degradati.

Gallo ne parla in un'intervista riportata su Orizzonte Scuola, dove afferma che "è necessario trasformare le scuole in presìdi di aggregazione per attività culturali ed educative. In questa settimana ho visitato una scuola di Napoli Est e quando ci si avvicina in alcuni territori, sembra che questi siano stati depredati; sembrano zone di confine, da stato di guerra; è come se ci fosse un coprifuoco costante. In quei territori dal passato martoriato, la scuola rappresenta l’unico spazio pubblico fruibile. L’obiettivo è consentire ad associazioni, enti, organizzazioni varie, di utilizzare l’edificio scolastico per iniziative culturali, di educazione alla legalità, di contrasto al malaffare. Nello stesso tempo queste organizzazioni si battono sul territorio per far capire il valore e l’importanza della scuola nel senso di percorso didattico".

Riguardo al tempo pieno, Gallo sostiene che "in questi cinque anni, bisogna necessariamente ridurre quella distanza che separa il Settentrione dal Meridione. Laddove esiste questo divario vanno posti rimedi. Il contratto di Governo prevede il recupero dei gap che esistono fra una regione e l’altra. In fatto di scuola, il divario Nord-Sud si registra anche nell’applicazione del tempo pieno e bisogna riequilibrare la situazione".

Proprio al Sud però si sta ipotizzando un taglio delle cattedre: in merito a ciò, Gallo risponde che "il taglio delle cattedre è una misura tecnica che arriva dal Ministero. È in relazione ai dati, cioè al numero degli studenti iscritti, che i dirigenti scolastici portano agli uffici regionali. In base a questa richiesta si stabilisce qual è il numero dell’organico di cui si ha bisogno per l’anno scolastico. E questo è un dato di fatto, un dato tecnico. Non c’è alcuna misura politica in tal senso".

Dunque secondo Gallo "il tempo pieno non è una misura pensata appositamente per compensare il taglio delle cattedre. Il tempo pieno serve ad allineare le situazioni fra le tante realtà italiane; prima ancora, serve a contrastare la dispersione scolastica, le carenze educative. Deve contribuire anche alla stabilità del sistema scolastico".

Tra gli altri progetti, c'è l'idea di aprire le scuole anche di sera: "aprire le scuole oltre l’orario è un progetto che va pensato e costruito con tutti i crismi, con una governance della scuola. Può funzionare, ma richiede tempo e risorse necessarie. L’apertura della scuola alla società non si deve tradurre in una nuova incombenza per la scuola e soprattutto non deve pesare sulle risorse di cui già si dispone".

Gallo ribadisce che "non si chiede al personale di stare 24 ore dentro la scuola. Si chiede che la scuola diventi uno spazio pubblico fruibile ai cittadini. Deve essere un polo culturale, educativo, ma non deve portare ulteriori incarichi al personale, né questo deve volgere mansioni aggiuntive o fuori dall’orario di lavoro. Non si vuole intervenire in alcun modo sul piano contrattuale. Si tratta solo di creare sinergie fra scuola e tessuto sociale".

Tra tempo pieno e attività collaterali invece,  Gallo sostiene che "prima dobbiamo pensare a fare il tempo pieno nelle scuole dove questo non esiste, poi possiamo pensare alle altre attività. Questo soprattutto nei territori che hanno bisogno di un’attenzione in più; territori che sono ad alto indice di povertà, territori che sono degradati. Quando i bambini escono da scuola alle 16, anche con il tempo pieno, possono comunque finire nelle mani della criminalità organizzata. Se non li distogliamo da questi rischi non risolveremo mai i problemi della dispersione scolastica, della povertà educativa, dei giovani che non studiano e non lavorano; esistono anche giovani che vengono allontanati dal mondo della scuola".

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