Scuola: annunciato un altro sciopero per il 30 novembre

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Scuola: annunciato un altro sciopero per il 30 novembre

E' stato annunciato per il 30 novembre l'ennesimo sciopero del settore scuola. Questa volta ad organizzarlo è la campagna BastAlternanza e appoggiato dall'USB P.I. Scuola.

Venerdì 30 novembre le lezioni saranno dunque a rischio e non potrà essere garantito il corretto svolgimento.

Per cosa si sciopera

Si richiede l'abolizione totale dell'alternanza scuola-lavoro, e l'eliminazione delle prove Invalsi, che quest'anno toccheranno anche a chi deve fare la maturità 2019.

Luigi Del Prete, presidente dell'USB, dichiara in merito ai motivi dello sciopero:

Alla base delle rivendicazioni della Campagna, troviamo dei punti per noi dirimenti per la costruzione di una scuola radicalmente diversa da quella costruita nell’arco di un ventennio dai governi italiani. Ancora una volta, sentiamo la necessità di combattere contro una scuola sempre più subordinata alle logiche di mercato, all’aziendalizzazione, alla vuota retorica meritocratica e alla cosiddetta didattica per competenze. Insieme agli studenti, intendiamo lottare per una scuola realmente inclusiva, libera, centrata sulla crescita e sulla formazione degli studenti e delle studentesse”.

Quali sono le richieste dell'USB

1) l’abolizione totale dell’alternanza scuola-lavoro e la chiusura del carrozzone INVALSI, strumenti funzionali esclusivamente all’asservimento degli studenti e all’acquisizione di competenze utili al lavoro precario;
2) una vera quota 100 e l’immissione in ruolo su tutti i posti liberatisi in virtù del turnover;
3) la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto;
4) un piano mobilità che, sulla base dell’allargamento degli organici, permetta il rientro dei lavoratori esiliati della 107;
5) l’immissione in ruolo immediata, senza alcun concorso, per tutti i docenti con 36 mesi di servizio;
6) Piano straordinario di assunzioni del personale ATA per la copertura del reale fabbisogno delle scuole;
7) internalizzazione dei servizi attualmente dati in appalto ai privati, stabilizzando tutto il personale ex-lsu Ata attraverso una procedura riservata;
8) un vero rinnovo contrattuale e un reale adeguamento salariale che nulla abbia a che fare con la miseria del contratto 2016-2018;
9) il ritiro di ogni progetto di regionalizzazione del sistema di istruzione che lederebbe il principio solidaristico della redistribuzione della ricchezza sul territorio nazionale e determinerebbe differenze sostanziali tra bambini e giovani del Nord e del Sud Italia;
10) eliminare la delega sul sostegno che riduce le ore di sostegno agli alunni disabili e incide negativamente sugli organici dei docenti;
11) un vero investimento sull’integrazione degli alunni non italofoni e l’inserimento dell’Italiano L2 all’interno di tutte le istituzione scolastiche di ogni ordine e grado.


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