Scuola di Cuneo rifiuta ragazzo autistico, la madre: "scuola incapace di gestire mio figlio"

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Scuola di Cuneo rifiuta ragazzo autistico, la madre: "scuola incapace di gestire mio figlio"

È dal 18 ottobre che Francesco, ragazzo autistico di 16 anni, non entra in classe. Il motivo è che soffre di autismo, una sindrome che ha molte sfaccettature: alcune sono più gestibili e altre meno.

L'istituto in questione è il liceo statale “Edmondo De Amicis” di Cuneo. Scuola, questa, che afferma che “il punto critico riguarda la sicurezza di tutti, dagli insegnanti agli alunni, fino alle persone esterne”.

In realtà formalmente Francesco non è stato estromesso dalla scuola, ma di fatto non la frequenta, per volere degli insegnanti.

La mamma e il papà di Francesco, consapevoli della situazione, avevano già iniziato ad indicare le problematiche del figlio molto prima dell'inizio della scuola, per preparare la scuola all'arrivo del figlio.

La scuola però si è trovata del tutto impreparata, nonostante avesse rassicurato i genitori sull'accoglimento del figlio.

E' stata anche chiesta alla scuola una dichiarazione di indisponibilità per permettere eventualmente ai genitori di cambiare scuola, ma il documento non è mai arrivato alla famiglia.

Nel verbale dell’incontro del 17 ottobre scorso – spiega la mamma – hanno scritto che la scuola, nella fase sperimentale di inserimento dell’allievo, è andata incontro a continui rischi: il ragazzo si è dimostrato difficilmente contenibile, aggressivo, oppositivo verso la maggior parte delle attività proposte per la sua inclusione in nuovi contesti”.

Per la mamma di Francesco, Claudia, è emerso che la scuola è incapace di gestire il figlio, che è costretto a stare a casa da metà ottobre.

La mamma ora può lavorare solo due giorni alla settimana, e solo grazie al sostegno di associazioni di supporto che lo seguono quando lei non è a casa.

Per Claudia, il problema della sicurezza esiste, ma vale solo per quelle scuole dove le cose non sono state progettate a dovere: “

Lo spazio da dedicare a Francesco era da organizzare per tempo. C’è una progettualità che va rispettata”.


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